Un padre deve mantenere un figlio maggiorenne se questo non lavora in quanto studente?

  29 May 2017   51
Gentile avvocato. Sono una ragazza di 22 anni ormai esasperata dai continui soprusi di mio padre. Quando ero piccola mio padre picchiava mia madre anche quando era incinta di mio sorella minore. Dopo anni di violenze mia mamma chiede la separazione. Lui le fa firmare carte false in cui mia mamma dichiarava che rinunciava alla casa e al mantenimento e così per anni non abbia mai visto soldi. Lui si interessava poco a noi e lo frequentavamo poco. Nonostante questo minacce del tipo : ti investo con la macchina k ti brucio la casa continuavano. Mia mamma come potrà capire era sola con due figlie minorenni e non ha avuto il coraggio di denunciare. Passano gli anni nel 2008 mio padre ha un incidente in macchina (colpa sua in quanto ubriaco) e rimane mezzo paralizzato e con danni al cervello che compromettono l'uso delle facoltà mentali. Piano piano si riprende e ricomincia con gli scatti di nervoso tanto che picchia i miei nonni . Loro lo difendono, dicono che è stato l' incidente a renderlo così ma noi che abbiamo vissuto con lui sappiamo che non è vero. I miei nonni negano e mi fanno della bugiarda. Passano gli anni mio padre si dimostra abbastanza collaborativo e ci da ogni mese 250 euro per entrambe le figlie e se avevamo bisogno anche qualche mancia per vestiti e cose varie. Subiamo però ricatti costanti del tipo: se non fai come dico io non ti pago la gita . Mia sorella nel frattempo si ammala e la ricoverano in psichiatria. Dopo colloqui con psichiatri e psicologi salta fuori che questo disagio è legato ai traumi della nostra infanzia. Lui non è presente in quel periodo non la va mai a trovare e tutto quello che le sa dire è: ti stai facendo l'anno sabbatico vorrai mica che ti mantenga. Ancora una volta pesa tutto su mia madre. Da un anno a questa parte ogni mese è una battaglia per vedere questi 250 euro. siamo maggiorenni e stiamo ancora studiando e per legge lui ci deve mantenere. Mia mamma fa un lavoro umile e a malapena arriviamo a fine mese. Quando si litiga mi insulta pesantemente sia me che mia mamma e ci ricatta dicendo che lui può permettersi di aprire una causa per non farci più nulla e noi che siamo a suo dire Delle " morte di fame" non possiamo perché non avremmo i soldi per pagarci un avvocato come si deve. Inoltre mi preoccupa la sua disabilità accertata al 100 per cento (anche se ho dei messaggi in cui mi confessa di fingere davanti alla commissione e che fungerà tutta la vita per fregarli e prendere la pensione di invalidità ). A livello mentale e sano a parer mio o quantomeno e come prima tanto che non ha nemmeno tutori o amministratori di sostegno. Io voglio muovermi per far valere quello che credo essere un mio diritto tutelato dalla stessa costituzione e soprattutto dopo una vita di sofferenze e soprusi che ci hanno inevitabilmente segnate. Non ho reddito e vorrei che la cosa partisse da me ma non so come muovermi. Posso avere un suo parere? La ringrazio per l'attenzione.
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