Può l'ASP negarmi l'ausilio?

  15 May 2017   53
Buongiorno,sono un utente disabile 100%, pluriamputato arti inf.di anni 63.

Ho necessità di oppormi (inizialmente con istanza di autotutela) a un diniego di prescrizione per un ausilio, che a mio avviso mi spetta, da parte della mia ASP.

Il DM 332/99 elenco 1, stabilisce che i disabili hanno diritto ad ottenere protesi e ausili, inseriti nei vari elenchi del DM citato.

Nel mio caso, il medico certificatore, ha prescritto una carrozzina ultraleggera che, a differenza della, cosiddetta leggera normale, consente un uso agevole e in autonomia, sia per il caricamento in macchina, sia per la facilità di spinta nell’uso su strada.

Insomma è l’unica che consente la piena autonomia del disabile.

Nonostante le due tipologie di ausili siano entrambi inserite, come disponibili nel nomenclatore, l’ultraleggera, costando il doppio, viene considerata come aggiuntivo prescrivibile e lesinata dall’ASP per soliti “problemi di bilancio”.

L’argomento che l’ASP utilizza per tentare di negare la concessione della più costosa ultraleggera e un’interpretazione strumentale della descrizione dell’uso dell’ausilio contenuto nel DM.



“CARROZZINA AD AUTOSPINTA CON DUE MANI SULLE RUOTE POSTERIORI PIEGHEVOLE O A TELAIO RIGIDO RIDUCIBILE SUPERLEGGERA

È indicata per adulti invalidi e minori di anni 18 non deambulanti che svolgono una intensa attività esterna (è alternativa alle altre 12.21.06)”.



Il legislatore, a mio avviso, intendeva separare i disabili allettati e non autosufficienti, da quelli con abilità residue, in grado di condurre una vita di relazione normale, seppure con le limitazioni dovute alla propria disabilità.

Mentre per i primi una carrozzina performante è ininfluente per un semplice spostamento in ambiente protetto, per i secondi una carrozzina più leggera, facile da condurre e da caricare in macchina, consente una qualità di vita superiore.



Il punto:



Nonostante il medico certificatore mi ha prescritto la carrozzina ultraleggera;

Nonostante la mia condizione è sovrapponibile, ictu oculi, a quella di una persona normodotata, con la sola limitazione dell’uso delle gambe e non certamente allettato;

Nonostante nessuna burocrazia pelosa, può negarmi una vita di relazione normale e una qualità di vita decente;

L’ASP, per la concessione, mi chiede una certificazione di una “intensa attività esterna”:

Una prova di attività lavorativa (autonoma P.Iva) o di studio (improbabile alla mia età).

In alternativa:

Quale unità di misura utilizzare?

Chi decide quanto intensa deve essere l'attività?

In rapporto a quale modello?

Tutto questo in palese violazione del regolamento protesico (DM 332/99) e con insopportabile inversione dell’onere della prova.

Questa vicenda, a mio avviso, viola certamente il volere del legislatore, due o tre articoli della nostra costituzione, due o tre fondamenti della carta dei diritti universali dei disabili.

Per queste ragioni, ritenendole un vulnus alla mia persona insopportabile, e perché no, per dare voce e nuova giurisprudenza a chi accetta passivamente, suo malgrado, queste ingiustizie, vorrei inizialmente oppormi con una istanza in autotutela ed eventualmente proseguire in giudizio.

Spero di essere stato esaustivo nell’esposizione della questione e, in attesa di un vostro preventivo per il parere richiesto, cordialmente vi saluto.

Alfio Platania
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