Pignoramento

  22 Mar 2017   78
Gentile Avvocato.
In data 09/03/2017 ho subito un pignoramento del mio conto bancoposta con un "blocco dare" di euro -27000 ed udienza fissata al 03/04/2017
Il saldo del mio conto era al momento del pignoramento ed anche oggi pari a zero.
Io ho subito richiesto alla amministrazione di PT, di pagarmi lo stipendio di questo mese con accredito su un altro conto sempre a me intestato e su cui al momento non sembrino gravare "blocchi dare" per pignoramenti.
Al tempo stesso, avendo fatto richiesta al mio datore di lavoro Poste Italiane di richiesta di rilascio certificato di stipendio per un eventuale cessione del quinto con in più delega o doppio quinto;
Oggi ricevendo qst certificato di stipendio che riporta il mio reddito netto mensile di euro 1300, vengo a conoscenza di un pignoramento in busta paga del quinto per somme da "accantonare" a decorrere dal mese in corso (infatti nella busta paga precedente mese di febbraio non avevo alcun pignoramento in busta).
La mia busta paga fino allo scorso mese era euro 1300 nette.
Avendo quindi già da qst mese in corso un pignoramento del quinto in busta verrà decurtata di euro 260
Adesso secondo Lei, in che limiti e per quali massimi, sarei tuttora e per il futuro aggredibile da eventuali altri creditori con ulteriori pignoramenti del quinto in busta paga?
È vero il discorso di "accodo" dei creditori che avanzano richiesta di credito con titoli di uguale natura ad esempio finanziarie non pagate o debiti per spese condominiali non pagate?
O la mia busta paga, pur avendo già un pignoramento del quinto, risulterebbe ancora appetibile per altri creditori (tipo condominio o finanziarie) venendo così a subire un ulteriore secondo pignoramento del quinto (altre 260 euro) in busta paga?
Vi preciso di non aver nulla intestato a mio nome di immobili o altro del tipo auto etc...
Infine avendo subito qst pignoramento del quinto dallo stesso creditore che inizialmente mi aveva bloccato il conto bancoposta con udienza fissata al 03/04/2017, il conto mi verrà sbloccato o conviene ugualmente aprirmi un altro conto presso altro istituto?
Altresì nella mia situazione mi converrebbe avanzare richiesta di cessione del quinto (pur non avendo al momento necessità economiche) per abbassare l'importo netto di pignorabilità della mia busta paga?
Ringraziandola anticipatamente per il tempo dedicatomi, attendo con ansia il suo parere legale gratuito.
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