Ne hanno diritto?

  24 Jan 2017   89
Salve, purtroppo come molti di cui leggo in internet, anche io ho avuto una triste sventura con Sviluppo Italia, vi chiedo quindi qualche consiglio scrivendo ciò che è avvenuto.

Contratto stipulato a novembre 2005 nella lorosede di Marcianise. 

Nel 2006 ho ricevuto il finanziamento per aprire una videoteca. Dopo 2 anni causa crisi e settore gestito dall’illegalità, e altri 15.000 euro + interessi pagati alla banca di Roma per un ulteriore credito resosi necessario, ho dovuto chiudere. 
Con immenso sacrificio ho pagato tutte le rate (tasse, contributi INPS, finanziamento agevolato S.I., ulteriore finanziamento richiesto alla banca di roma, dipendenti, commercialista, utenze, affitto, smontaggio negozio, ECC) esclusi i 9.000 e passa di fondo perduto + i 5000 circa di gestione del primo anno sempre a fondo perduto. 

Nei 5 anni a seguire ho saldato tutte le rate con i bollettini, già comprensivi di interessi, che Sviluppo Italia mi recapitava, ma non ho ricevuto alcuna revoca.

Mercoledì 18/01/17 dopo anni di silenzio mi è arrivata la raccomandata "atto giudiziario busta verde” in questione, in cui mi intimano di pagare entro 30 giorni sia i 14.000 circa (totale a fondo perduto compreso gestione) che altri 10.000 circa di interessi per un. totale di 24.000 euro circa. Il contratto è stato firmato a Marcianise, in una sede fatiscente, sperduta e gestita da persone che al contrario di quanto previsto non mi hanno mai seguito in qualità di tutor, ed il foro indicato è quello di Roma.
In fase di chiusura dell'attività, nel 2008, inoltrai loro un fax, e forse anche una raccomandata, invitandoli a ritirare i macchinari a saldo (macchinari che ho ancora conservati e imballati e che erano pressoché l'intero valore del finanziamento, escluso gestione) ma non ho mai ricevuto alcuna comunicazione, risposta, revoca o disdetta, prima della raccomandata attuale. 

Oggi mi dicono, avendoli contattati telefonicamente che hanno inviato la revoca a giugno 2013 (2 anni dopo il saldo del finanziamento pagato con i bollettini che loro inviavano) e che è rimasta inritirata alla posta. La revoca l’avrebbero inviata su segnalazione della Guardia di Finanza, con cui non ho però mai avuto alcun tipo di contatto..

Possono procedere con queste modalità? Senza alcuna revoca o rescissione, o con una revoca inoltrata a loro dire 2 anni dopo la chiusura dei rapporti, inviare ingiunzione di pagamento? Senza rispettare quindi i punti 19.2 - 19.3 - 19.4 - 19.5 del loro contratto? Nonché quelli che li avrebbero dovuti vedere protagonisti attivi in qualità di tutor?

Grazie in anticipo.
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