E' conveniente proseguire tale causa se ritiene che sia corretto l’iter seguito e le probabilità di successo per vedere messo all’asta l’INTERO immobile.

  11 Apr 2017   52
Gent.mo avvocato,
Ho avviato una causa per mandare all’asta un immobile nel Lazio (eredità di mio padre a noi 3 figlie e quindi con 3 comproprietari) perché solo io (non potendo permettermi col mio reddito di far fronte al pagamento di tasse, bollette e spese manutentive) ho interesse a venderlo.
E’ il secondo avvocato che da marzo 2014 (evitando ultimamente di ricevermi e sbrigandosi molto per telefono) si occupa di seguire un iter che non mi è stato illustrato né nei suoi passaggi né nei tempi (che ormai mi sembrano troppo lunghi – tutto ebbe inizio col primo avvocato nel 2013): spesa di 7800 euro a fronte di due mediazioni (in cui le mie sorelle sono conumaci) e un’udienza (con un atto di citazione e tre memorie depositate).
La citazione rivendica solo il riconoscimento delle quote di proprietà spettanti ai singoli comproprietari per adesso e da profana mi sembra un misero traguardo per il tempo e la spesa dedicati… ma mi è stato risposto che l’opinione di un CTU a tal merito fosse il necessario primo passo da intraprendere.
Chiedo quindi a Lei un parere spassionato, in quanto le risorse a mia disposizione si stanno esaurendo, sulla convenienza di proseguire tale causa se ritiene che sia corretto l’iter seguito e le probabilità di successo per vedere messo all’asta l’INTERO immobile.
Le sono molto grata per l’aiuto che potrà offrirmi.
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