Come si può risolvere questa faccenda?

  21 Jun 2017   70
ACCUSA DI TRUFFA

Esimio Avvocato,
Mi chiamo Sandro e sono un geometra attualmente disoccupato.
Mi permetto di scriverle anche se forse non riceverò mai una Sua risposta, poiché credo di essere mio malgrado, vittima di una estorsione dopo la vendita online sul sito Subito.it, di un software CAD di mia proprietà, all'epoca dei fatti, ancora perfettamente sigillato da cellophane termica, dunque mai usato!

In sintesi, questi i fatti:

In data 06/02/107, vengo contattato da un tale (che per comodità chiamerò Mario), il quale si dice interessato ad acquistare il software in oggetto.
Dopo una breve corrispondenza email, effettuo la spedizione in accordo alla volontà del Sig. Mario di preferire il pagamento in contrassegno.
Preciso che, essendo il software ancora perfettamente sigillato, ho ritenuto opportuno inserire all’interno del plico di spedizione, la lettera sul Diritto di Recesso, la quale tra le altre cose, spiegava inequivocabilmente, che tale diritto, decadeva nel momento in cui la software box, fosse stata sconfezionata.

Il giorno 10/02/2017, il Sig. Mario, tramite email, mi comunicava di aver ricevuto il software, CAD, e di averlo installato ed attivato senza alcun problema.
Per l’occasione, concludeva ringraziandomi di tutto.

Sta di fatto però, che il 13/05/2017, ricevo al mio domicilio, l’avviso a presentarmi c/o il Commissariato di Polizia di Stato della mia Città, c/o UFFICIO REATI FINANZIARI.
Qui sottoposto ad interrogatorio, apprendo che il Sig. Mario, ha sporto querela nei miei confronti per truffa, in quanto ritiene a suo dire, che il software da me acquistato, non sia originale, poiché non riesce ad effettuare gli aggiornamenti.

Per l'occasione, vorrei sottolineare un aspetto a mio avviso molto interessante e cioè, che all’atto dell’interrogatorio, non mi viene chiesto se intendessi avvalermi della presenza del difensore di fiducia o di ufficio, né tantomeno mi viene data lettura del verbale, ma solo fatto firmare in triplice copia.

A distanza di 14 giorni dall’interrogatorio, vengo contattato telefonicamente, da un agente di Polizia Postale della Città del Sig. Mario, il quale mi comunicava che il querelante (Sig. Mario), è disposto a rimettere la querela a patto che fossi stato disponibile ad un accordo; in caso contrario, l'agente di polizia, si sarebbe visto costretto a trasmette gli atti, alla Procura Della Repubblica.


Alla luce di quanto appena esposto, ciò che molto umilmente Le chiedo, soprattutto per il fatto che sono disoccupato ed attualmente, proprio non posso permettermi il lusso di pagare un avvocato è:

a) l’interrogatorio a cui sono stato sottoposto è valido?

b) Il nostro Ordinamento Giuridico lo contempla?

c) Come mai vengo contattato telefonicamente dall’agente di Polizia Postale in nome e per conto del Sig. Mario, chiedendomi di poter giungere ad un accordo con l’attore?

d) Come mai l’Agente di Polizia conclude dicendo che in caso contrario, avrebbe trasmesso gli atti alla Procura Della Repubblica?
- Gli atti di cui parla l’Agente, non sono forse già in Procura; altrimenti come si sarebbe potuto procedere nei miei confronti?

e) Oltre che aver prodotto tutta la corrispondenza email in mio possesso dove si evince la piena soddisfazione del Sig. Mario e non già il suo avvilimento come persona offesa, qual è la linea difensiva che dovrò osservare per dimostrare la mia più totale buonafede?

f) Avendo manifestato perplessità riguardo "l'accordo" propostomi dall'Agente per una eventuale rimessione della querela a cosa vado in contro?

g) Tutto ciò è legale?

Sono veramente molto disperato ed angosciato; La prego mi aiuti a risolvere questa sordida faccenda!

Grazie per la sensibilità che vorrà dimostrare al caso espostoLe, ma soprattutto, per l’aiuto che vorrà darmi

Sandro
1 Answers

 


Have another answer? Share your knowledge!

 

AskLawyer
P: (+39) 02 9475 1454 Milan, Italy

We assist you in:
Italy Spain France Germany United Kingdom United Arab Emirates Thailand China India Russian Federation

AskLawyer Copyright © 2016-2017 Terms and conditions of the legal advice service