Come possiamo scioglierla? Posso scioglierla da sola? E per quanto riguarda le spese sostenute da lui e la da me in 4 mesi, come dovremmo fare?

  24 Nov 2016   87
A gennaio ho cominciato a parlare dell'idearecentemente di allargare la mia offerta anche nel settore di analisi tradizionali ambientali. Purtroppo non avendo mai lavorato nel settore, mi sono vista nella posizione di cercare un socio per offrire al meglio tale servizio. Ho contattato tutti i colleghi e ho trovato solo una persona disposta a lavorare con me e che sosteneva di essere in grado di lavorare nel settore. Gli ho detto subito di non avere a disposizione mezzi economici ma ero disposta a condividere nella nuova società tutta l'attrezzatura che era già in mio possesso, circa 60.000 euro di beni strumentali, più l'utilizzo del locale, banconi, allaccio alla corrente elettrica, autorizzazioni e quant'altro per accelerare i tempi di inizio di lavoro. L'unica cosa che non avevamo erano gli strumenti che erano specifici per le analisi dell'acqua, ovvero uno spettrofotometro, un multiparametro, un turbidimetro e una pompa per le analisi microbiologiche.
Abbiamo contattato un notaio ad Aprile per formare una società a responsabilità limitata semplificata che ci ha dato un appuntamento per fine maggio. Nel tempo intercorso, abbiamo iniziato a modificare il sito della mia azienda, aggiungendo le analisi delle acque, abbiamo iniziato a preparare il lavoro, e ho iniziato ad avere la sensazione che il mio socio non era poi così preparato in materia. Infatti non sapeva dell'esistenza di normative specifiche e tecniche riportate come norme UNI e ISO ed APAT, ma sembrava molto sicuro di saper fare da un punto di vista pratico.
Ho investito tutto il tempo a raccogliere tutte le informazioni e tutto il mio sapere per mettermi allo stesso livello,acquistando anche libri con le tecniche utilizzate per le analisi ambientali e alimentari.
Il mio socio era al corrente dei problemi di salute che ho avuto circa due anni fa, tra i quali un infarto, un ictus e un embolia polmonare tutto contemporaneamente e una emorragia cerebrale che mi ha provocato una serie di problemi. Sono affetta dalla sindrome agli anticorpi antifosfolipidi in forma catastrofica. A maggio ho iniziato ad avere una serie di svenimenti ai quali è seguita una diagnosi di epilessia secondaria, e ho iniziato la terapia che ha avuto una serie di complicazioni. Appena resa conto che non avrei avuto più l'energia ne tantomeno ero in grado di garantire la mia competenza in maniera assoluta, ne ho parlato al mio socio, che ha sminuito la cosa, e gli ho proposto di cercare un altro socio, acquistare tutto quello che avevo e lavorare, ma lui non era d'accordo. A fine Maggio, il 27, siamo andati dal notaio e abbiamo costituito la srls come soci al 50% e io ne ero l'amministratore. Abbiamo aperto la partita iva e ci siamo iscritti alla camera di commercio come azienda inattiva. E tutt'ora è così.
Siamo passati all'acquisto dei macchinari mancanti.
Abbiamo contattato un fornitore, al quale ho dichiarato molto serenamente di non avere competenza in merito alla scelta dei macchinari, la quale è stata affidata al mio socio. Abbiamo acquistato macchinari per la circa 9000 euro senza IVA, che prevedevano un acconto di 4300 euro che il mio socio ha pagato dal suo conto personale perché non avevamo ancora un conto bancario dedicata alla società.
A giugno ha continuato a venire in azienda di tanto in tanto perché non "c'era niente da fare". Gli ho fatto presente che doveva partecipare alle spese di gestione della azienda, tra le quali l'affitto e le varie bollette, ma lui ha sostenuto di non avere altri soldi.
All'arrivo degli strumenti acquisti è stato subito palese che non era in grado di utilizzarli. Ha iniziato a cercare altri metodi di analisi, come ad esempio l'utilizzo di un fotometro piuttosto che dello spettrofotometro al quale ho più volte sottolineato il fatto che non era contemplato in letteratura ne tantomeno nelle norme UNI e ISO.
A metà Luglio ho dovuto subire un intervento e ho preso la decisione di non voler più andare avanti. Gli ho comunicato la mia decisione, ma lui ha preso la mia decisione come una conseguenza emotiva per la mia situazione clinica.
Non si è fatto più vedere ne sentire ne ad Agosto ne a settembre.
Stanca di stare li ferma ad aspettare, gli ho comunicato la mia intenzione di chiudere la MIA attività e nell'eventualità di vederci e fare il punto della situazione della srls. A questa richiesta ha iniziato a inveire contro di me ma non ha materialmente fatto niente.
Ho comunicato ai proprietari del locale nel quale entrambe le aziende avevano locazione l'intenzione di chiudere e due settimane dopo hanno riaffittato il locale e mi hanno invitato ad andarmene.
Gli ho comunicato questo fatto, e gli ho parlato dei macchinari acquistati come società a responsabilità limitata semplificata, e lui se ne è totalmente infischiato. Mi sono vista costretta a portare i macchinari a casa mia, e dopo qualche settimana ho preso la decisione di richiamare il fornitore e trovare un accordo con lui per risolvere la situazione. Mi ha proposto di riprendere la attrezzatura farmi una nota di credito e trattenere la somma versata come affitto degli strumenti. Così ho fatto, comunicandolo al mio socio.
Dopo non l'ho più sentito, se non con la richiesta di avere indietro la somma di 5000 euro.
La società non è mai stata attivata.
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